mercoledì 30 ottobre 2013

Fuori Nagisa e Akari, dentro Lum e Ayu... ma rimarrete comunque sempre nel mio cuore!

Mi sembra di avervelo già detto ma repetita iuvant.
Ho l'abitudine di battezzare gli hard disk del mio sistema con i nomi di alcune protagoniste dei cartoni animati che preferisco. Anche per ribadire che, secondo me, il computer è femmina.
L'unica eccezione a questa mia scelta è un disco da tre terabyte (il primo di questo genere che ho preso) che ho battezzato Marlene. Gli altri si chiamano Akari (ARIA), Nemu (da Capo), e Nagisa (Clannad).
In questi giorni, però, ho deciso di sostituire due dei quattro dischi che attualmente si trovano nel mio computer. Di solito ne sostituisco uno l'anno in modo da evitare di avere dischi più vecchi di quattro, cinque anni. E a questo punto è sorto un dilemma.
Chi elimino?
Cioè, teoricamente avrei potuto lasciarli montati anche tutti e sei, la mia scheda madre accetta fino ad un massimo di dieci hard disk sata e nel case, volendo, posso impilarli tutti per benino. Il problema è l'alimentatore che dopo il quarto hard disk entra in affanno e inizia ad avere delle visioni mistiche. E vi assicuro, un alimentatore che ha le visioni mistiche non è una bella cosa da vedere.
E quindi, a malincuore, ho deciso che due degli hard disk più anziani dovevano far posto ai due più giovani e qui la scelta è stata obbligata.
Akari e Nagisa erano entrambi del 2008 e quindi la scelta è ricaduta, necessariamente, su di loro.
Certo, avrei potuto battezzare i due nuovi dischi con i loro nomi o cambiare i nomi degli altri due ma, se da un lato c'erano Lum (Uruseiyatsura) e Ayu (Kanon) che scalpitavano, dall'altro lato c'era Nemu che, ragazzi, porta con se molti ricordi e, soprattutto, c'era Marlene.
Anche da hard disk è difficile averci a che fare...se l'avessi tolta sono sicuro che me l'avrebbe fatta pagare.
E quindi, fuori (ma solo dal case, nel mio cuore ci saranno sempre - ho molte prese sata -) Nagisa e Akari e dentro la storica Lum e la ladra di taiyaki caldi Ayu (uguu).

Hasta Luego

lunedì 30 settembre 2013

ventiquattro ore in un giorno sono troppo poche...

Ed eccoci a Ottobre.
A dir la verità manca ancora un giorno ma pubblicando oggi questo post raggiungo quota 13 post nel mese di Settembre andando a eguagliare il mese di Agosto.
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Va bene, non mi guardate con quelle facce che sembrano vogliano dire "il cervello del suino ormai è partito per un lungo viaggio e non si sa quando tornerà!".
Volevo pubblicare un nuovo post e non sapevo come iniziarlo. Non so neanche cosa scriverci dentro a dirla tutta.
All'inizio avevo pensato, piazzo solo la nuova pin up (realizzata ad Agosto) di Marlene e non scrivo nulla. Magari, dopo un paio di giorni ne piazzo un'altra e a metà mese piazzo la terza. E nel frattempo penso a cosa scrivere.
Ma sinceramente non mi andava di non scrivere nulla. E così eccomi qua ad arrampicarmi sugli specchi per cercare qualcosa da dire.
Sentite in sottofondo il rumore delle mie unghie che scivolano sul vetro?
Intanto iniziamo con il dire che la pin up di questo post farà parte della prossima Marlene Shorts che sarà ambientata... non al mare!
La sto rifinendo in questi giorni (per uno abituato ad essere logorroico è difficile riuscire a concentrare tutto in poche parole) e appena pronta vedrà la luce.

sabato 21 settembre 2013

Fallout 3 - Postman - Capitolo 6

Fallout 3 - Postman
cap 6 - L’uomo del giorno dopo0
by: suinogiallo

I've wrangled, and I've rambled, and I've rodeoed around
I've never once thought of settling down
But darlin', the moment I laid eyes on you
I knew my ramblin' days were through

Made up my mind a long time ago
When the right man came along, somehow I'd know
Heart as true, eyes as blue, and his smile as wide
As a western sky

Let's ride into the sunset together
Stirrup to stirrup, side by side
When the day is through, I'll be here with you
Into the sunset we will ride
(Let’s ride into the sunset together - by Fallout New Vegas - Don Burnham, Patty Kistner)

Gli affari dovevano andarle bene.
Watarù pensò questo vedendo la Duchessa Gambit risistemata e, soprattutto, le tre tende che avevano piantato vicino al molo dove era attraccata la chiatta. Tutt'intorno era stato eretto una specie di palizzata fatta con rottami di auto, di barche e di decine di altri tipi di rottami. Sull'ingresso, presidiato da due tipi dall'aspetto ben poco raccomandabile, era stata posta una insegna che recitava Duchessa Gambit, All For You. A giudicare dalla fila di uomini, e donne, in attesa fuori dall'ingresso gli affari dovevano veramente andarle bene.
L'ultima volta che era stato li la chiatta non era proprio in condizioni perfette e, soprattutto, c'era solo una baracca cadente dove Nadine e Nadia vivevano.
Lentamente i due si avvicinarono all'ingresso tenendo, come di consueto, le mani bene in vista. Erano riusciti ad uscire da Paradise Falls, finire ammazzati davanti al bordello di una amica sarebbe stato davvero ridicolo.

mercoledì 18 settembre 2013

Marlene Shorts - A whisper of the summer

               Ti ricordi?
Marlene esordì con quelle due parole entrando nello studio di Robert.
- Cosa? - le chiese distogliendo lo sguardo dal monitor del computer sul quale era impegnato in una sanguinosissima battaglia contro Razoscale in quel di Ulduar. Quel singolo attimo di distrazione fu fatale per il personaggio con cui stava giocando in quel momento, una cacciatrice Elfa della Notte di livello 85 ed il suo pet.
In altre occasioni si sarebbe lasciato andare ad una serie di imprecazioni degne di una scaricatore di porto ubriaco ma quella volta dovette evitare e limitarsi solo ad alzare gli occhi al cielo.
- Spero per te che quello che stai per dirmi sia davvero importante! - sibilò verso Marlene.
- Ti ho mai disturbato per cose che non erano importanti? - lo guardò con i suoi occhioni.
- L'ultima volta è stato meno di un'ora fa - mormorò - quando sei venuta a chiedermi se sapevo che mi amavi! -

martedì 17 settembre 2013

Discarica

Discarica
by : suinogiallo

          - Bene signori, conoscete tutti la situazione del nostro pianeta -iniziò la sua relazione il grigio personaggio con in mano il telecomando del proiettore olografico - produciamo più scorie radioattive ed inquinanti di quante la nostre centrali di smaltimento riescano ad eliminare in maniera legale - poi fece passare sull'oloproiettore alcune immagini di desolanti cumuli di rifiuti sparsi su spiagge, in mezzo a foreste, vicino ai grossi centri abitati - e lo smaltimento illegale è diventato una pratica assai frequente in questi ultimi anni, anche grazie ai costi che sono praticamente la metà dei sistemi legali e questo, purtroppo, ha portato il nostro pianeta sull'orlo del baratro ecologico studi molto approfonditi hanno rilevato che siamo, senza usare mezzi termini, al collasso. Ancora un'anno, o forse due, e il novantacinque per cento delle acque saranno inquinate, la percentuale di gas tossici nella nostra atmosfera raggiungerà livelli quasi incompatibili con la vita e il tasso di radioattività di alcune zone sarà talmente alto che ci obbligherà a sgombrarle. Con una incidenza sulla spesa pubblica per procurare nuovi alloggi e nuovi lavori agli sloggiati piuttosto onerosa.