Quel posto era di una noia infinita.
Diavolo, davvero.
Sempre le stesse cose, le stesse facce e la stessa routine. Tutti i giorni.
Nei quindici giorni che avevo già trascorso in quel posto non avevo fatto altro che alzarmi la mattina, lavarmi, andare in spiaggia, pranzare, tornare in spiaggia, farmi una doccia, cenare e mettermi a dormire.
Sempre le stesse cose.
E non potevo dare la colpa a nessuno tra l'altro. Mia zia, che mi stava ospitando, faceva di tutto per cercare di rendere confortevole la mia presenza li ma era proprio quel posto che induceva alla noia. Il solo pensare che avrei dovuto trascorrervi ancora più di un mese mi deprimeva ancora di più.
- Ventidue - mormorai vedendo passare un gabbiano.
Per cercare di passare il tempo stavo contando i gabbiani che passavano davanti a lui, le navi che vedevo all'orizzonte, i bagnanti che avevano un costume rosso, e via dicendo.
Ero sull'orlo della depressione più nera, davvero.
Ci fosse stata almeno mia cugina Marlene, almeno lei avrebbe trovato il modo di rendere più interessante quella vacanza. Andando a cercare un tesoro nascosto oppure cercare di svelare il segreto del vecchio faro. Tutte cose che probabilmente ci avrebbero messi nei guai, ma volete mettere, sempre meglio di stare a fare le ragnatele su di una sdraio all'ombra e con davanti sempre il solito panorama. Ma Marlene quell'anno non ci sarebbe stata.
