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domenica 8 dicembre 2013

Mai nella terra dei faraoni

- Ripetimi cosa stiamo facendo qui... - il tono del ragazzo non era arrabbiato ma semplicemente curioso con una punta, ma solo una punta, di rassegnazione.
- Voglio controllare una cosa che, di giorno, quando il museo è aperto e ci sono i visitatori, i custodi ed il professor Rexton, non posso controllare - gli rispose la ragazza mentre armeggiava con la serratura della porta sul retro.
- E sai che quello che stiamo facendo si chiama scasso? - le domandò il ragazzo guardandosi intorno - E poi, dove diavolo hai imparato a scassinare le serrature? -
- Manuale dello scassinatore, capitolo tre - si limitò a mormorare - e si, so come si chiama quello che stiamo facendo, ma siccome non ruberemo nulla e ci limiteremo solo a guardare una cosa al massimo ci faranno una ramanzina e ci rimanderanno al dormitorio della scuola - poi, voltandosi verso il ragazzo - se non volevi potevi non venire -
- Quindi, il biglietto che mi hai infilato nella tasca della giacca con su scritto vieni a mezzanotte precisa al cancello ovest e vestiti di nero, era solo un invito e non un ordine? -

lunedì 12 agosto 2013

Ran

- C'è nessuno? - domandò aprendo la porta ed entrando.
- Ci sono io! - gli rispose all'improvviso una ragazza legata mani e piedi e gettata a terra vicino ad un vecchio frigorifero accanto al cadavere di un'altra ragazza a cui mancava un bel pezzo di carne sulla spalla destra. Il sangue rappreso agli angoli della bocca e sul mento della giovane ragazza ancora viva erano abbastanza significativi.
- Cosa c'è? Non dirmi che sei vegetariano! - ghignò vedendo il volto di Watarù esprimere perplessità e ribrezzo su quello che stava vedendo.
Aveva mangiato di tutto da quando era uscito dal Vault. Carne di scarafaggi, di formiche, spiedini di iguana, roba scaduta un secolo prima e altra roba che faceva ticchettare il contatore geiger che aveva sul suo PIP Boy 3000 come un matto, ma mai aveva anche solo pensato di dare un morso a qualcosa che veniva da un suo simile.
- Se non pensi a cosa è va bene lo stesso! - gli disse la ragazza - E' carne! Cazzo amico, era morta ed io ero ancora viva! Cosa dovevo fare? -
(...)
- Finisci di slegarmi o aspetti che arrivi qualcun'altro a salvarmi? - gli porse le mani ancora legate.
- Lo hai visto anche tu? - le disse ancora sorpreso da quella scena. Lo Yao Guai non era uno degli animali più docili della zona contaminata e vederne uno che non solo gli aveva salvato la pelle ma che, poi, se ne era andato via tranquillamente era uno spettacolo che mai e poi mai si sarebbe aspettato di vedere.
- Le corde! - gli ricordò di nuovo la ragazza - E si, l'ho visto anche io! Hai dato da mangiare ad uno di loro recentemente? -
- Si! - mormorò armeggiando con le corde - Perché? Non si fa? Era ad un centinaio di metri e gli ho lanciato un pezzo di carne di formica! -
- Ma da dove vieni? - scosse la testa - Da un vault? - solo allora si accorse del PIP Boy 3000 che gli cingeva parte dell'avambraccio sinistro - Non dirmi che sei quel tizio di cui Tre Cani parla alla radio? -
- Tutte esagerazioni! - si premurò di dirle mentre con lo sguardo perquisiva la baracca alla ricerca di qualcosa di utile da prendere. Tranne il cadavere sbocconcellato non vide nulla di interessante e, con una alzata di spalle vi si diresse iniziando a spogliarlo.
- Ehi! - lo fermò la ragazza - Non mi dirai che ti fa schifo dargli un morso ma che non disdegni affondarci dentro il tuo coso! -
- Non sono un necrofilo! - si voltò di scatto - Però questi abiti sono in buone condizioni e lasciarli qui sarebbe uno spreco! -
- E' mia sorella! - si lamentò poi la ragazza - E se qualcuno deve spogliarla quella sono io! -
- Ma se non ci fossi stato io, tu a quest'ora eri nella padella di qualche supermutante! - controbatté Watarù deciso ad impossessarsi di qualunque cosa utile avesse trovato sul corpo del cadavere sbocconcellato - E magari, prima di farti arrosto si divertivano anche a vedere se il loro cosone riusciva a entrare nella tua cosina! -
Di solito non era così rapace e tutto sommato la maglietta sbrindellata ed i pantaloni che indossava il cadavere potevano valere si e no un paio di tappi ma aveva deciso di non darla vinta a quella cannibale.
- Tre Cani parla bene di te! - lo guardò sconcertata.
- Al diavolo anche lui! - sbottò alla fine lasciando perdere la perquisizione della salma - Siamo qui fuori, nella zona contaminata e non dentro quella cazzo di radio, protetti da decine di uomini armati pesantemente. Cosa diamine vuoi che ne sappia lui di cosa è la vita qui fuori? Qualcuno gli riporta qualche cosa e lui poi ci arzigogola sopra! -
- Che schifo! - lo guardò schifata - Ma non può farla da qualche altra parte? -*
Cosi Watarù incontrò per la prima volta quella che sarebbe diventata la sua compagna, Ran.

domenica 9 dicembre 2012

Cecile


Cecile Fairchild è un personaggio che creai nel lontano 1997 per una mia storia breve intitolata con una fantasia degna di un grande novellista "Cecile Fairchild" e che poi ho riutilizzato per il grande incompleto (uno dei tanti) "Dopo la fine".
La prima storia fa parte del ciclo "the young Robert Autore" mentre la seconda si colloca a metà strada tra il ciclo normale e il ciclo futuro della saga. Su EFP è pubblicata la versione del 2006 di "Cecile Fairchild".
Se devo essere sincero non mi ricordo a chi è cosa mi ispirai per la creazione del personaggio. Per la storia ho ricordi molto più precisi, mi ispirai a Goonies, galeone piratesco nascosto in una grotta compreso. Sicuramente la scrissi d'estate. Su questo sono abbastanza sicuro dato che la scena, poi tagliata per rispettare il regolamento di EFP, di Robert e Cecile che si palpeggiano nella grotta è tipica dei periodi estivi.
Probabile fonte di ispirazione fu anche una storia di Dylan Dog, il Lungo Addio del 1992, una delle più belle storie dell'indagatore dell'incubo che abbia mai letto.
Cecile, come personaggio, fu uno dei miei primi esperimenti di creare un personaggio femminile con problemi. Il padre disperso in mare e lei che pochi giorni prima di incontrare Robert aveva tentato il suicidio, cose che contrastavano in maniera abbastanza stridente con il carattere solare, aperto e gioviale che le dipinsi addosso. All'epoca mi ricordo che questo accostamento mi piacque molto.
Per quanto riguarda la caratterizzazione fisica, invece, non mi discostai molto dagli altri personaggi femminili che avevo già creato.

Robert la descrive così:

sabato 3 novembre 2012

Nodoka

Nodoka
Questa volta voglio introdurvi Nodoka, ennesimo mio personaggio femminile creato per una one shot scritta quest'estate e intitolata "vacanze" (che verrà pubblicata qui su Padre Guinness Voices" tra un paio di giorni).
Probabilmente vi starete chiedendo, dopo aver letto i post su Marlene, Razania e Nemu, ma questo qui crea solo personaggi femminili?
Se ve lo siete chiesti vi siete fatti una domanda più che lecita. Se non ve lo siete chiesti... beh, visto che dopo Nodoka passerò a presentarvi svariati altri personaggi femminili prima o poi ve lo chiederete.
Comunque, tornando a noi e alla domanda che qualcuno di voi, miei cari und rari lettori (diavolo, era una vita che volevo usare di nuovo questa battuta), si sarà sicuramente fatta.
Ma questo qui crea solo personaggi femminili?
Si.
Per la maggior parte creo soltanto personaggi femminili!
Di tanto in tanto mi scappa anche di dover creare anche qualche personaggio maschile ma per la maggior parte i personaggi che creo e nei quali mi dedico maggiormente sono i personaggi femminili.
Cosa volete farci, mi ci diverto di più.
Soprattutto nella parte grafica.
Ma adesso torniamo a Nodoka.

domenica 28 ottobre 2012

Razania


Razania Lasagna. Non è il nome scientifico di qualche pianta esotica ma il nome, invero molto fantasioso, di un mio nuovo personaggio femminile nato per la storia "Groove".
La genesi del nome è molto semplice, Lasagna è il cognome della sua famiglia mentre Razania è la translitterazione in romanji del suo nome giapponese, らざにあ.

Dal punto di vista grafico Razania ha avuto due diverse nascite. Tutte e due con il solito programma che utilizzo per creare graficamente la maggior parte delle protagoniste femminili delle mie storie.
Purtroppo, ad un certo punto della genesi del personaggio, il disco rigido del portatile sul quale stavo lavorando ha deciso di morire cancellando ogni cosa, compresi i salvataggi dil Razania. A quel punto mi sono dovuto affidare alla memoria e cercare di ricreare Razania ripartendo da zero. Purtroppo però la versione di 3D Custom Girl che avevo sul secondo disco rigido del portatile non era aggiornata come quella che stavo usando e quindi alcune mod, soprattutto quelle riguardanti i "body" non c'erano. A quel punto la scelta era tra il lasciar perdere lo sviluppo grafico del personaggio e il creare un nuovo aspetto grafico per Razania cercando di mantenere comunque invariati alcuni tratti salienti (il colore dei capelli e degli occhi, il doppio ciuffi di capelli ad "antenna" sulla testa). Ed è cosi che è nata la versione B di Razania che, a dirla tutta, mi sembra anche migliore della versione A.

Marlene

Da parecchio che non ci sentiamo, eh!
Oggi voglio parlarvi di Marlene Autore, la cugina di Robert Autore.
La potete vedere in questa immagine a lato. Carina vero?
Marlene nasce cinque minuti dopo Robert e le ostetriche del reparto maternità, visto che sono cugini, li mettono nella stessa culla.
Da allora i due, tranne rare occasioni, diventano inseparabili.
Infatti i loro genitori, perennemente in viaggio per affari, decidono di affidarli alle cure di una tata (un donnone di centocinquantadue chili di amorevoli cure) e di farli vivere insieme.
Per questo costruiscono la villa sulla scogliera che da sempre è la loro casa e sin dalla dimissione dall'ospedale li trasferiscono li.
Non pensiate, adesso, però che i loro genitori non li amino. Ogni momento libero dagli affari cercano di passarlo con loro ma, diciamocelo, non è esagerato dire che Robert e Marlene hanno visto i loro genitori praticamente quasi quanto la cometa di Halley.
A loro questo comunque non pesa. Hanno loro due (e la Tata) e non sentono il bisogno di nessun altro. Almeno fin quando ambedue non scoprono il sesso femminile.