domenica 19 aprile 2009

Recensione Inukami

Recensione Inukami




Voto Generale: 7
Storia: 7.5
Caratterizzazione personaggi: 7
Realizzazione tecnica: 7

Quando le citazioni si sprecano e si potrebbe quasi gridare al plagio.
No, non stiamo parlando di Lucky Star ma di Inukai, una serie televisiva tratta da una serie di Light Novel di Mamizu Arisawa che per la caratterizzazione dei due personaggi principali potremmo accomunare ad Uruseiyatsura

Il protagonista della storia è Keita Kawahira, un Inukai-Tamer (lo si potrebbe tradurre come addestratore o domatore di Inukai, ovvero degli spiriti cane che assumono le sembianze di esseri umani e che combattono gli spiriti malvagi per aiutare il genere umano) che insieme alla sua inukai Yoko (più in la nella storia vedremo che in realtà Yoko non è una inukai ma una kitsune, ovvero uno spirito volpe) si occupa di combattere degli spiriti maligni seguendo gli antichi insegnamenti della sua famiglia. Insieme formano una coppia che definire simile alla coppia Atarù e Lamù di Uruseiyatsura sarebbe quasi un eufemismo.

Recensione di Gunslinger Girl

Recensione di Gunslinger Girl


Voto Generale: 8
Storia: 8
Caratterizzazione personaggi: 8.5
Realizzazione tecnica
Gunslinger Girl: 8
Gunslinger Girl - il teatrino -: 7.5


Si tratta di un anime (basato sul manga omonimo di Yu Aida) per certi aspetti duro e dai contenuti adulti.

Contenuti adulti non nel senso di X rated, beninteso, infatti nell'anime non troverete fanservice o scene di sesso nonostante le protagoniste siano delle giovani ragazze, ma nel senso che i contenuti e alcune scene sia per i temi trattati che per le immagini richiedono una certa maturità.

Le protagoniste sono infatti delle bambine che grazie a innesti cibernetici e ad un pesante condizionamento mentale sono usate come agenti speciali, a volte semplicemente come assassini, da parte di una organizzazione governativa (L'Ente Pubblico per Il Benessere Sociale) per combattere i terroristi del Movimento delle Cinque Repubbliche, una associazione criminale che nasce nel nord Italia e che si batte per l'indipendenza della padania.

Questo è il plot di base della serie che a tutt'oggi consta di due stagioni televisive (Gunslinger Girl e Gunslinger Girl - il teatrino -) e un OAV e che è ambientata prevalentemente in Italia.

La storia ruota, quindi, intorno alle missioni di queste bambine (chiamate a volte "marionette") e del loro "fratello" (ovvero l'agente che le ha selezionate e che provvede anche al loro addestramento) al quale le ragazze sono devote in senso quasi maniacale. Infatti il loro condizionamento prevede che la sopravvivenza del "fratello" sia prioritario anche alla loro stessa sopravvivenza.

Non dobbiamo aspettarci, però, solo lunghe scene di combattimenti e sparatorie all'ultimo sangue. Non sono, infatti, queste il punto di forza della serie nonostante siano ben realizzate, ma lo è invece il tratteggio psicologico delle protagoniste (in particolar modo per quanto riguarda il loro atteggiamento ed i sentimenti che provano nei confronti del "fratello") e di altri personaggi che prende forma episodio dopo episodio mostrandoci a volte delle fredde e spietate assassine che adempiono al loro compito senza alcun rimorso e, altre volte, delle bambine con dei sentimenti e delle passioni (collezionare orsacchiotti di pelouche o coltivare un orto).
In Gunslinger Girl non troveremo dei personaggi principali nel vero senso della parola. Infatti, sebbene Henrietta (una delle "marionette" del centro) ricopra forse un ruolo predominante all'interno della storia non la si può considerare una protagonista nel senso stretto del termine. Infatti, spesso, la sua figura viene tralasciata per dare più spazio alle altre bambine e agli altri personaggi, compresi quelli che nella storia sono i cattivi la cui caratterizzazione non è meno curata rispetto agli altri.


Venendo al comparto tecnico c'è da dire che la realizzazione è su livelli decisamente buoni per quanto riguarda la prima stagione, leggermente meno buoni per la seconda. Il design delle armi è discretamente curato mentre un po' meno, specie per la seconda stagione, lo è quello delle auto.
Le animazioni sono sempre molto fluide e si da molto poco spazio a trucchi scenici (quali il ricorso ai personaggi deformed che vediamo in altri anime o a movimenti di camera particolari) preferendo un approccio sempre molto "realistico".
Anche l'audio appare ben curato e le voci delle protagoniste (in originale) ben si adattano al personaggio.

Anche sugli sfondi (interni ed esterni) c'è poco da dire se non che si mantengono su livelli abbastanza alti (ricordiamo comunque che si tratta di una produzione per la televisione) con una cura particolare specie per quanto riguarda le scritte in italiano o la segnaletica stradale (tranne qualche piccolo errore che però si perdona facilmente) segno di una buona documentazione da parte dello staff grafico. Parecchie volte vi capiterà di fermare la riproduzione e tornare indietro per cercare di leggere cosa c'è scritto sulla pensilina di una fermata degli autobus di Roma o su di un cartello autostradale, questo per dirvi quanta attenzione hanno dedicato a cercare di rendere il più reaslistici possibile gli sfondi.

In un episodio in particolare si vede un inseguimento per le vie di Roma dove è abbastanza facile riconoscere i luoghi in cui passano.

Concludendo, Gunslinger Girl è un anime destinato ad un pubblico abbastanza maturo, dai toni a volte piuttosto cupi (in un episodio si parla di traffico di bambini per la realizzazione di snuff tanto per dirne una) e comunque sempre permeato da una certa vena di tristezza praticamente mai stemperata da siparietti comici come in altre serie. Lo spettatore viene sempre tenuto in tensione e, forse, anche questo è uno dei suoi punti di forza.




Link per approfondire:





Fanfiction su EFP:

Recensione Shinigami no Ballad











Recensione Shinigami no Ballad


Voto Generale: 7

Storia: 7

Caratterizzazione personaggi: 7




Realizzazione tecnica: 7

Basata su una serie di light novel scritte da K-Ske Hasegawa è una serie tv composta da sei episodi autoconclusivi che vedono come protagonista una Shinigami.
Nella mitologia giapponese gli Shinigami sono la personificazione della morte e si occupano di trasportare le anime dei defunti all'altro mondo.
Nella storia narrata da Shinigami no Ballad il compito degli Shinigami è prevalentemente lo stesso anche se ci si discosta un po' dall'idea di Morte che generalmente si ha. Niente faccia scheletrica e lunghe vesti nere stracciate, Momo, la protagonista di questa serie infatti appare come una giovane ragazza un po' pallida, dai lunghi capelli bianchi, vestita di bianco e con una lunga falce.
Oltre questo Momo, la protagonista, pur adempiendo al suo dovere non riesce a mantenersi distaccata dalle vicende umane cercando di alleviare le sofferenze di chi sta per morire o di chi ha perso qualcuno caro, cosa che va contro le regole degli Shinigami come gli viene spesso ricordato dall'altro personaggio principale della storia, Daniel, un gatto parlante nero con delle ali da pipistrello che funge da amico, confidente e familiare di Momo.
Come detto prima ogni episodio è autoconclusivo e staccato dagli altri e l'unico punto di unione sono, appunto, Momo e Daniel che, pur essendo i protagonisti della serie rimangono spesso in secondo piano concendendo l'onore della ribalta ai personaggi secondari che, morenti o sopravvissuti, ci raccontano le loro vicende limitandosi in alcuni episodi a fare poco più di una comparsata.
Dal punto di vista tecnico poco da dire. La realizzazione tecnica è leggermente al di sopra della media per quanto riguarda le produzioni televisive. L'animazione appare fluida e senza particolari problemi mentre il character design, pur non eccellendo, soddisfa abbastanza con la sua linearità e pulizia delle linee.
Gli sfondi appaiono nella media e non sorprendono mai con effetti o particolari. Fanno onestamente il loro lavoro e niente più apparendo, in alcune situazioni, decisamente piatti.

In conclusione, Shinigami no Ballad, è un anime che si lascia guardare senza troppi patemi d'animo. Anche se affronta temi delicati quali la morte non scende mai abbastanza in profondità da risultare drammatico (e strappalacrime - niente fazzoletti inzuppati di lacrime quindi -) e quindi è consigliabile un po' a tutti.

Per approfondire:
http://en.wikipedia.org/wiki/Ballad_of_a_Shinigami
http://www.animenewsnetwork.com/encyclopedia/anime.php?id=6201

Hasta Luego

Recensione Fallout 3






Recensione Fallout 3

Voto Generale: 9
Storia: 8
Caratterizzazione personaggi: 8

Realizzazione tecnica: 8
Adattamento Italiano:
7.5
Rating ESRB: M
Rating PEGI: 18+ - Violence - Bad Language



Pubblicato il 30 ottobre del 2008 è il terzo capitolo di una serie che ha avuto inizio nel 1997 e che con il terzo capitolo ha raggiunto la maturità grafica grazie al motore grafico che ha già dato vita a Oblivion (the Elder Scroll 4) con il quale condivide anche la società che ne ha curato sviluppo e pubblicazione dopo averne rilevato i diritti dalla Black Isle, ovvero la Bethesda Softworks.
La storia si svolge in uno scenario post guerra nucleare in cui si suppone che la maggior parte dell'umanità sia perita a causa dei bombardamenti e delle radiazioni.
Impersonerete un abitante di un VAULT (una specie di bunker antiatomico) che ad un certo punto decide di uscire all'esterno per seguire le tracce di suo padre, scappato poco prima per motivi che vi saranno chiariti solo durante il gioco. Ovviamente uscire non sarà facile dato che le regole del VAULT impediscono sia di entrare che di entrare e la prima quest di un certo rilievo che dovrete affrontare sarà proprio quella di riuscire ad uscire senza lasciarci le penne.
Una volta fuori, poi, dopo esservi ripresi da quello che vedrete (Washington DC completamente distrutta dai bombardamenti) inizierà la vostra lotta per la sopravvivenza che vi vedrà impegnati sia nella quest principale (trovare vostro padre e capire per quale motivo ha lasciato il VAULT) sia in molte altre quest secondarie che vi aiuteranno a salire di skill oltre a fornirvi armi e vestiario unici e decisamente più potenti di quello che potreste trovare andando in giro.

Fallout 3 è un misto tra un RPG e uno sparatutto in prima/terza persona e in tempo reale/a turni.
Infatti potrete scegliere sia tra una visuale in terza persona (che io sconsiglio) che una visuale in prima persona mentre per i combattimenti potrete scegliere se affrontarli in tempo reale prendendo la mira e sparando all'impazzata o, usando il V.A.T.S., un sistema di mira assistito al quale si accede premendo un tasto quando un nemico entra nella visuale del giocatore.
Con questo sistema il tempo di gioco si ferma e compare la sagoma del nemico con evidenziati i punti che si possono colpire e le percentuali di possibilità di colpirli. Una volta scelti i punti da colpire si può far riprendere a scorrere il tempo e il gioco si occuperà di tutto il resto.
Si potrà cosi assistere a scene molto cinematografiche (leggermente sfocate e opportunatamente rallentate per far godere al giocatore ogni minimo dettaglio) in cui vedremo i proiettili (o i missili, o le lattine o qualunque altra cosa) sfrecciarci accanto o colpirci (con abbondanti schizzi di sangue).
Usando il V.A.T.S. si avranno più possibilità di vincere uno scontro con dei nemici, soprattutto se questi sono molti, riducendo nel contempo il consumo di proiettili (che non sono infiniti ma dovete comprarli o raccattarli in giro) e si potrà assistere a delle scene di combattimento davvero molto adrenaliniche, tuttavia io sono per il vecchio sistema dell'inquadra il bersaglio e spara e continua a sparare fin quando non sei sicuro di aver ridotto a polpette ogni cosa si muove.

Venendo al comparto tecnico molto poco da dire.
Il motore grafico che muove tutto è lo stesso di Oblivion e la sensazione è quella di star giocando ad un Oblivion moddato in maniera molto pesante. Di positivo c'è che è stato maggiormente ottimizzato e adesso non richiede più un computer ultra potente per girare decentemente (anche se si portano su i dettagli le richieste in termine di hardware salgono in maniera cospicua).
Il mondo di gioco è estremamente dettagliato e quasi interamente esplorabile. Rispetto a Oblivion ci sono però alcuni passaggi obbligati per raggiungere delle location che frustano un po' il giocatore che vorrebbe arrivarci senza dover per forza passare lungo un percorso obbligato, soprattutto quando ci si scontra contro dei "muri invisibili" che rendono impossibile superare piccoli cumuli di rovine.
La ricostruzione, o meglio, la distruzione, di Washington DC è praticamente perfetta e si può girare per quello che rimane della città guardandosi intorno e riconoscendo alcuni dei monumenti che rendono celebre la capitale degli States. Dal Lincoln Memorial al monumento a Washington e cosi via, ovviamente tutti debitamente ricostruiti e poi semidistrutti a colpi di bombardamenti in maniera abbastanza credibile.
Anche gli interni delle abitazioni e dei VAULT sono stati ben curati, sia dal punto di vista grafico che da quello audio con l'uso di diverse fonti sonore che si attivano in base a dove si trova il giocatore creando dei momenti di suspence abbastanza godibili.
Molta cura è stata dedicata poi alle armi e ai vestiti che appaiono abbastanza in linea con quello che è lo scenario di gioco (vestiti sporchi e rovinati, armi che non sembrano appena uscite dalla fabbrica) e al bestiario che si può trovare in giro.
Ci sono, purtroppo, svariati bug sparpagliati per il gioco (non siamo ai livelli di Gothic 3 per fortuna) che minano un po' la godibilità del gioco soprattutto quando impediscono di portare a termine una quest.
Per fortuna c'è da dire che per la maggior parte si tratta di bug facilmente risolvibili  (oggetti o PNG che non si trovano) sia usando la console sia creando una patch autoprodotta usando l'editor del gioco (molto potente tra l'altro) o, per chi non se ne intende, cercando il mod che corregge i vari bug su internet.
La localizzazione in italiano è stata ben curata e sono state tradotte sia tutte le scritte sia il parlato.

Un vero punto di forza di questo gioco (cosi come quelli della serie the Elder Scroll) è la scelta del publisher di rendere disponibile un editor di mod molto potente con il quale poter creare le proprie avventure o, addirittura, apportare pesanti modifiche al gioco stesso.
Questo fa si che pure a distanza di anni si possono trovare nuove avventure realizzate da appassionati da giocare rendendo, di fatto, il gioco base estremamente longevo.

Il gioco ha un rating piuttosto alto sia per le scene di violenza (il motore grafico permette di mirare a punti precisi del corpo e quindi smembrare l'avversario - con abbondanti schizzi di sangue - fino a ridurlo a una poltiglia sanguinolenta), sia per la presenza nel gioco di temi legati alla droga (alcuni PNG sono tossicodipendenti o spacciatori e lo stesso protagonista può diventare dipendente ad alcune sostanze) e alla riduzione in schiavitù.
Per questi motivi il gioco è stato censurato in alcuni paesi (come l'Australia) e i nomi di alcune sostanze sono stati cambiati per evitare assonanze con droghe realmente esistenti.
In Giappone invece è stata eliminata una quest che prevedeva di fa detonare un'ordigno nucleare nella città di Megaton ed è stato cambiato il nome del lanciamissili Fat Man a causa dell'assonanza con la bomba atomica sganciata su Nagasaki.

Allo stato attuale, oltre ai mod sviluppati dagli appassionati sono disponibili due espansioni ufficiali scaricabili tramite windows live (a pagamento), Operation:Anchorage e The Pitt.

Immagini:

Questa è la scena che vi troverete davanti appena usciti dal VAULT 101.

Ogni giocatore potrà personalizzare il proprio personaggio in maniera molto dettagliata. Questo è il mio personaggio.

Gli effetti delle esplosioni sono molto coreografici. Qui un tizio è saltato su una bomba a mano al plasma ed è stato fatto completamente a pezzi.

Ogni gioco ha la sua arma più potente, Fallout 3 ha il Fat Man, un lancia mini testate nucleari, ed ecco gli effetti di un colpo.

Requisiti di Sistema (dal sito ufficiale)

Requisiti minimi di sistema:
  • Windows XP/Vista
  • 1 GB RAM (XP)/2 GB RAM (Vista)
  • 2.4 Ghz Intel Pentium 4 o processore equivalente
  • Scheda grafica compatibile con Direct X 9.0c con 256 MB di RAM (NVIDIA 6800 o superiore/ATI X850 o superiore)

 Requisiti di sistema raccomandati:
  • Processore Intel Core 2 Duo
  • 2 GB RAM
  • Scheda grafica compatibile con Direct X 9.0c con 512 MB di RAM


Link Utili e fonti:
Sito ufficiale (ita)
Wiki (ita)
Wikia Gaming (eng)


Recensione di IT











Recensione di IT

Voto Generale: 7.5

Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse anche di più,
ebbe inizio, per quel che mi è dato sapere e narrare, con una barchetta
di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo
gonfio di pioggia. La barchetta beccheggiò, s'inclinò, sì raddrizzò,
affrontò con coraggio i gorghi infidi e proseguì per la sua rotta giù
per Witcham Street, verso il semaforo che segnava l'incrocio con la
Jackson. Le tre lampade disposte in verticale su tutti i lati del
semaforo erano spente, in quel pomeriggio d'autunno del 1957, e spente
erano anche le finestre di tutte le case. Pioveva ininterrottamente
ormai da una settimana e da due giorni sì erano alzati i venti.
(tratto dall'incipit di IT © Stephen King)


Uno, a mio parere, dei più bei romanzi di Stephen King.
Pubblicato nel 1986 è ambientato a Derry (una cittadina inventata dall'autore) dove circa ogni trent'anni sì verificano degli eventi misteriosi e luttuosi che hanno una particolarità in comune, gli  abitanti di Derry sembrano non farci molto caso. Questo almeno fin quando sette ragazzi (la banda dei perdenti) in seguito all'assassinio del fratello di uno di loro iniziano a "investigare" scoprendo cosa sì nasconde sotto le viscere della città. Un mostro antico che sì mostra in varie forme sfruttando le paure della gente, IT.
La storia sì svolge nell'arco di trent'anni, dal primo incontro della banda dei perdenti con IT (sottoforma di un lupo mannaro, di un clown, di una mummia) sino alla fine della loro battaglia, quando, ormai adulti, affrontano per l'ultima volta IT scoprendo cosa sia in realtà.

Dal punto di vista narrativo la storia sì dipana saltando negli anni in un intreccio che ben sì fonde mostrandoci alternativamente i protagonisti ragazzi e adulti senza sfruttare troppo la tecnica del flashback ma proprio come se fossero due romanzi uniti in un solo libro con i capitoli mischiati tra di loro. Solo verso la fine King ricorre al flashback mostrandoci la banda dei perdenti dispersa nelle fogne di Derry e alla ricerca di un sistema per uscire.
Questo schema narrativo all'inizio tende un po' a disorientare il lettore che ha quasi l'idea di star leggendo due storie separate ma poi, andando avanti nella lettura del malloppone (oltre mille pagine) ci sì abitua e non sì trova più strano seguire quasi in contemporanea le avventure di Bill Tartaglia ragazzo e Bill Dembrough famoso scrittore.

C'è da dire, comunque, che la parte dedicata alla parte giovanile dei protagonisti appare molto più curata e probabilmente ispirata rispetto a quella in cui King ci mostra i protagonisti ormai adulti, così come il finale appare leggermente sotto tono.
Così come molto curata è la scelta del sestetto della banda dei perdenti. Un gruppo di ragazzi nei quali è facile riconoscersi.
C'è l'intelligente e bello che però balbetta e per questo è preso in giro dai bulli della scuola, così come c'è la ragazzina molto carina ma dannatamente povera, oppure l'altro ragazzo intelligente ma esageratamente obeso. Un gruppo di eroi così fuori dagli schemi da risultare immediatamente simpatici ai più.
King riesce così a regalarci una storia che sì lascia leggere con facilità, nonostante la sua mole elefantiaca e che solo raramente perde di mordente.

Del libro è stato realizzato anche un adattamento televisivo che come il libro trova il suo punto di forza nella parte dedicata ai protagonisti da giovani e sì perde verso il finale.
In questi giorni sì parla di un probabile nuovo adattamente, questa volta però per il grande schermo ma ancora non ci sono notizie certe.

Immagini:

La copertina del libro
La locandina del film
Una immagine del film

Informazioni generali:
Prima edizione originale: 1986
Prima edizione italiana: 1987 (traduzione di Tullio Dobner - 1248 pp.)
Codice ISBN: 8820007053

Link utili e fonti:
Sito ufficiale Stephen King (eng)
Wiki IT (ita)
Sito Italiano Stephen King (ita)

Su EFP:
Sezione dedicata a King

(per le immagini © aventi diritto)