giovedì 29 maggio 2014

Marlene Shorts - The Book -

Come ogni pubblicazione a fascicoli che si rispetti anche Marlene Shorts, dopo l'uscita dell'ultima storia, viene pubblicato per intero, in un unico volume.
Devo dire che è stato quasi più difficile riunire tutte e venti le storie in un unico file che scriverle ma, trattandosi di Marlene, l'ho fatto con vero piacere.
Potete scaricare il libro in formato PDF cliccando qui.
Vi avviso che il file è piuttosto pesante (sono circa 25MB) e quindi potrebbe volerci qualche minuto - a seconda della velocità della vostra connessione - per scaricarlo.

martedì 27 maggio 2014

Marlene Shorts - foto ricordo

Marlene Shorts
foto ricordo

La prima cosa che Marlene vide nella sua vita fu il faccione roseo di Robert.
Di solito si vede il volto del ginecologo o dell'ostetrica che, sadicamente, si divertono a infilarti cose strane dentro il naso e la bocca mentre, dopo essere stati sfrattati da quel posticino caldo e tranquillo, si cerca di respirare e di capire cosa diavolo sia successo. Il volto della madre, stravolto e sudato nel caso di un parto naturale o tranquillo e rilassato nel caso di un cesareo, di solito, invece, è la seconda cosa che si vede. Nel suo caso, invece, sembrava avesse deciso che appena nata non le importasse nulla del mondo intorno e, stoicamente, tenne gli occhi chiusi fino a che l'infermiera della nursery non la mise nella culla. Fu allora che li aprì e vide il volto di suo cugino, nato due minuti prima, e istintivamente lo abbracciò. Goffamente, come un neonato può fare, ma protese le braccia paffutelle e gliele mise intorno al collo avvicinando poi il volto a quello del cugino quasi a volerlo baciare. Quella fu anche la loro prima foto insieme.
- La scattò il nonno, ricordi? - gli domandò Marlene mentre stavano guardando le loro vecchie foto insieme.
- Ero appena nato e probabilmente stavo dormendo! - le rispose Robert - Non dirmi che tu ricordi tutto? -
- Certo! - sorrise - Io non stavo dormendo! - poi voltò pagina e gli mostrò la foto di loro due insieme, nel passeggino, mentre la tata li portava nella villa sulla scogliera che il nonno aveva fatto costruire per loro - Qui è quando ci siamo trasferiti nella villa! -
- Non capisco perché anche nel passeggino dovevamo stare insieme! E non solo, ci facevano stare insieme praticamente sempre. Anche nel lettino! - bofonchiò Robert - Tu hai sempre avuto la cattiva abitudine di tirare calci mentre dormi! Ed io sono sempre stato il tuo bersaglio preferito! -
Avevano smesso di dormire nello stesso letto tutte le notti compiuti i dieci anni quando finalmente la tata decise che erano abbastanza grandi per avere le loro stanze personali.
Già, la tata. Un donnone di oltre centocinquanta chili che li aveva accuditi praticamente da sempre dato che i loro genitori per seguire gli affari di famiglia erano sempre in giro per il mondo. Avevano trovato dei vecchi dagherrotipi in cui c'era già anche lei, sempre uguale, stesso peso e stessa età indefinita. Il sospetto che fosse una Antica a cui la famiglia da sempre affidava la cura dei propri piccoli non era poi così tanto campato in aria. Soprattutto vedendo l'agilità con cui riusciva a muovere il suo corpo pachidermico e l'estrema cura che metteva nel seguirli e proteggerli. Non solo, infatti, era la loro tata ma se serviva diventava anche la loro bodyguard.
- Questa te la ricordi? - gli chiese girando di nuovo la pagina del poderoso album e mostrandogli una foto di loro due con la divisa della scuola elementare che si tenevano per mano.
- Primo giorno di scuola! - sorrise - Hai sorpreso tutti quando hai mostrato che non solo sapevi già leggere e scrivere ma che eri anche capace di fare le quattro operazioni matematiche di base! -
- Eri capace anche tu! - gli ricordò - Ma chi lo sa perché si stupirono solo di me! -
- Forse perché io ho evitato di farlo sapere a tutti correggendo la maestra! - sorrise di nuovo.
Continuarono per alcune ore soffermandosi a volte di più su qualche foto e saltandone altre, poi si fermarono a guardare una foto che era stata scattata quando avevano compiuto sedici anni e, come da tradizione, gli erano stati svelati alcuni segreti della loro famiglia e, soprattutto, erano stati fatti entrare nella Zona Interdetta.
Erano ritratti di fronte all'unico accesso della Zona, una grotta presidiata notte e giorno da membri scelti della Pattuglia e il cui accesso era permesso solo ai membri della loro famiglia. Avevano i volti tesi ed anche un po' preoccupati dato che da tradizione non gli era stato detto nulla su cosa avrebbero visto o incontrato. E come in quasi tutte le loro foto insieme si tenevano per mano. Marlene indossava un cappello e dei pantaloni mimetici e da li a poco si sarebbe legata i capelli dietro la testa per evitare di rimanere impigliata da qualche parte ma, per la foto aveva deciso di lasciarli come era abituata ad averli.
In quell'occasione avevano scoperto molte cose sul passato della loro famiglia e sul loro futuro e, in una seconda foto, scattata all'uscita si tenevano ancora per mano ma i loro volti erano decisamente meno tesi e preoccupati... 

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© 2014 suinogiallo

venerdì 23 maggio 2014

Chuunibyou demo Koi ga Shitai! Ren

La seconda stagione di Chuunibyou demo Koi ga Shitai! prende il via li dove l'avevamo lasciata con la fine del film (vai qui per leggere la recensione del film).
Il nonno di Rikka ha annullato il contratto d'affitto per l'appartamento sopra quello di Yuuta e la ragazza si è trovata improvvisamente senza un posto dove vivere.
Una soluzione valida, però, sarebbe quella di trasferirsi a vivere a casa di Yuuta. L'unico problema è che la madre e le sorelle del ragazzo sono partite per raggiungere il padre a Jackarta lasciando, quindi, Yuuta da solo.
Due adolescenti da soli in casa? Per di più fidanzati?
Ragazzi, non è la soluzione giusta, ma d'altro canto è anche l'unica soluzione percorribile.
A meno che non si voglia far tornare Rikka a casa dei nonni.
E poi, diciamocela tutta, imbranati e timidi come sono quei due (stanno insieme, si amano, ma al massimo si tengono per il mignolo!) cosa volete che succeda?
L'importante è non farlo sapere a nessuno, ed in special modo alla sacerdotessa... pardon, alla sorella di Rikka, Touka.

martedì 20 maggio 2014

Marlene Shorts - supporto

Marlene Shorts
supporto

Il cellulare di Marlene iniziò a vibrare e dopo pochi attimi partì anche la suoneria che avvisava che c'era una nuova mail da leggere.
In quei giorni Marlene era da sola nella grande villa sulla scogliera dato che Robert era a Groove, una piccola cittadina costiera vicina alla Zona Interdetta, per consegnare un pacco per conto del nonno.
In realtà il pacco da consegnare era una scusa che lei ed il nonno avevano utilizzato per farlo andare via da casa per qualche giorno e farlo riposare.
Aveva da poco iniziato a pubblicare con lo pseudonimo di suinogiallo e, complice anche il successo che i suoi due primi libri avevano avuto, si era gettato anima e corpo in quella cosa stando anche dieci ore filate a scrivere, cosa che, secondo Marlene, non era salutare per il suo fisico che tendeva facilmente ad allargarsi a causa della sedentarietà.
Per questo, approfittando del fatto che in quei giorni una vecchia amica del nonno compiva gli anni e che era una sua abitudine portarle un regalo, decisero che qualche giorno di svago non potesse fargli altro che bene. Quindi, dopo aver preso accordi con la vecchia Ma' Lasagna il nonno mise nelle mani di Robert il pacchetto dicendogli di consegnarlo personalmente personalmente alla sua vecchia amica.
Marlene mise un segnalibro tra le pagine del manoscritto che stava leggendo, il terzo libro di Robert ancora in versione bozza, si stiracchiò per qualche secondo e poi prese il cellulare leggendo rapidamente la mail che Robert le aveva inviato. Un ghigno di disapprovazione si formò per qualche secondo sul suo volto.
Lo avevano spedito in quel posto per farlo riposare e lui cosa stava facendo? Aveva trovato materiale per un nuovo libro e le chiedeva se poteva trovargli delle antiche leggende su mostri marini e ragazze che li combattevano con una antica lancia.
Il fatto che non si stesse riposando la stava irritando ma quello che, però, la preoccupava di più era la sua capacità di mettersi in mezzo ai guai.
Ridendo Robert un giorno l'aveva definita sindrome di Dirk Pitt, l'eroe dei libri di Clive Cussler, ma Marlene non ci trovava, invece, nulla da ridere. Sembrava che fosse una specie di calamita per le situazioni più strane e pericolose e se, fino ad allora, era sempre riuscito ad uscirne tutto intero era sempre stato per una dose molto abbondante di fortuna.
Qualche volta, ad essere sinceri, era stata anche colpa sua. Come quella volta che gli aveva chiesto di andare a trovare una sua amica a Salem. Si era ritrovato nel bel mezzo di una rivolta di vampiri e, quella volta, si era salvato solo grazie alla sua amica, Lamia.
A pensarci bene, si disse poi Marlene, ogni volta c'era anche stata di mezzo una ragazza e, ricordandosi di quello che gli aveva detto per telefono il giorno prima Robert anche li ce ne era una, la nipote di Ma' Lasagna.
Però, ci pensò su un attimo, se il nonno aveva scelto quel posto era perché era sicuro che non ci fossero pericoli. Dopo di lei e la tata, il nonno era la persona più iperprotettiva nei loro confronti che conoscesse e questo la tranquillizzava.
Nonostante tutto, però, l'idea di mollare tutto e partire per raggiungerlo non la abbandonò che alcune ore dopo. Un po' per essere certa che non si ficcasse in qualche pericolo e un po', anche se lo ammise solo verso la fine, perché tutto sommato era gelosa.
Alla fine, comunque, decise che sarebbe rimasta a casa ma che non lo avrebbe assecondato con quella sua idea.
Se voleva quel materiale se lo sarebbe dovuto venire a cercare da solo.
Questo lo pensò, però, mentre scendeva le scale che portavano all'enorme, sterminata, biblioteca che sorgeva sotto la villa.
Ma una cosa era certa, se solo avesse provato a non tornare non gliela avrebbe perdonata...

Per la versione in PDF (clicca qui)

© 2014 suinogiallo

sabato 17 maggio 2014

Genesis climber Mospeada

Probabilmente il titolo di questo anime vi dirà poco o niente e al massimo la locandina qui accanto vi farà tornare in mente un anime uscito sempre negli anni ottanta che si chiamava Robotech. Se è così non vi state sbagliando.
Genesis climber Mospeada infatti fu usato dalla Harmony Gold come materiale per la terza stagione di Robotech - una accozzaglia, devo dire anche gradevole, di tre serie diverse adattate e riunite per formare l'universo di Robotech - ed è per questo che anche qui in Italia possiamo conoscere, anche se adattata pesantemente - questa serie.
La serie consta di 25 episodi andati in onda in Giappone dall'Ottobre 1983 al Marzo 1984 diretti da Katsuhisa Yamada - lo stesso di Devil Hunter Yohko e Record of Lodoss War -.
La storia è ambientata in un futuro alquanto prossimo, il ventunesimo secolo, e parte dall'invenzione - spinta dalla necessità di risolvere il problema dell'inquinamento del nostro pianeta - di un nuovo tipo di fonte di energia chiamata HBT che prende il posto di tutte le fonti di energia esistenti fino a quel momento.