sabato 24 agosto 2013

Fallout 3 - Postman - Capitolo 2

Fallout 3 - Postman
cap 2 - birota ignifero latice incita0
by: suinogiallo


My old man's that old man,
spent his life livin' off the land,
dirty hands, and a clean soul.
It breaks his heart seein' foreign cars,
filled with fuel that isn't ours
and wearin' cotton he didn't grow


he's got the red, white, and blue flyin' high on the farm
'Semper Fi' tattooed on his left arm,
spends a little more at the store for a tag in the back that says U.S.A.
won't buy nothin' that he can't fix,
with WD40 and a Craftsman wrench
he ain't prejudice he's just, Made in America.
(Made in America - Toby Keith)*





La mattina successiva Watarù e Ran vennero svegliati da un bussare insistente alla porta e dalla voce dello sceriffo Simms.
Watarù saltò giù rapidamente del letto afferrando la .44 magnum che teneva sempre a portata di mano. Megaton era un villaggio relativamente sicuro, protetto da alte mura e con uno sceriffo con le palle che gli fumavano, ma non si poteva mai sapere.
Senza dire una parola si diresse poi verso le scale che portavano al pianterreno della sua baracca lanciando solo uno sguardo verso Ran che, nello stesso momento in cui lui afferrava la pistola, si era alzata ed aveva preso la calibro .32 con cui stava facendo pratica in quei giorni.
- Watarù! - urlò di nuovo lo sceriffo Simms continuando a bussare alla porta.
- Che diavolo succede? - gli domandò il vagabondo spalancando la porta.
Lo sceriffo Simms doveva essere arrivato li di corsa e la cosa non piacque a Watarù. Ancor meno gli piacque il vedere che correndo doveva aver perso il cappello.

venerdì 23 agosto 2013

Come sono comodi questi cuscini...

Altra immagine che non ha nulla a che vedere con dei personaggi da me creati (e che quindi non ha un nome o un background - ma non è detto che prima o poi ci scriverò qualcosa sopra -).

L'immagine originale che ho... ehm... ripreso (modo molto political correct per dire che ho copiato) viene da uno dei tanti siti che ospitano immagini in rete (credo che questa venga da Konachan) ed aveva parecchi altri elementi che ho preferito non riprendere.
Il lavoro in questo caso non è stato semplice dato il gran numero di elementi che compongono l'immagine. I capelli ed il pigiama hanno preso gran parte del lavoro cosi come la colorazione mentre per il resto, devo dire, che si è trattata di ordinaria amministrazione.
Il disegno originale è stato realizzato con Procreate per iPad mentre la prima parte della colorazione l'ho fatta con Sketch Book sempre per iPad mentre la colorazione finale l'ho realizzata di nuovo con Procreate.
Sketch Book, infatti, ha uno strumento che Procreate non ha, il secchiello e quindi permette colorazioni di ampie zone in maniera rapida. Purtroppo, però, come molti sapranno, lo strumento secchiello presenta alcune limitazioni legate proprio al sistema che usa per riempire delle porzioni di disegno.

mercoledì 21 agosto 2013

Girl und Panzer

Vi avevo accennato qualcosa nella recensione di Upotte ed ora, finalmente, ecco qui la recensione di Girl und Panzer, anime del 2012-13 andato in onda dal 9 ottobre 2012 fino al 25 marzo del 2013 per un totale di 12 episodi (gli ultimi due episodi sono andati in onda tre mesi dopo il decimo episodio a causa di problemi con la produzione).
Definire Girl Und Panzer è difficile. Dal nome farebbe pensare ad un anime militare pieno di donne combattenti a bordo di imponenti carri armato, ed in effetti questa definizione un po’ ci si avvicina ma non è completamente esatta.
AniDB lo classifica come Clubs, Military, ed anche questa classificazione, tutto sommato, ci sta.
Il problema che Girl un Panzer non è solo questo.
Ma forse è meglio che vi descriva a grandi linee di cosa tratta.
La storia si svolge in un mondo in cui le scuole si trovano sopra imponenti navi molto simili alle nostre portaerei e in cui l’arte di manovrare i panzer (sensha-do) è una disciplina esclusivamente femminile che, però, non serve a preparare alla guerra ma, bensì, è intesa come un’arte marziale e molte scuole hanno dei club in cui, appunto, si pratica questa arte.
Ogni anno si svolge, poi, una competizione che mette l’una contro l’altra varie scuole, delle vere e proprie battaglie tra panzer che si svolgono su terreni diversi e che si concludono quando una delle due scuole riesce ad immobilizzare il panzer portabandiera della scuola avversaria.

domenica 18 agosto 2013

Marlene Shorts - Dormiano insieme?

- Robert - sussurrò Marlene entrando nella stanza e chiudendo la porta con delicatezza.
- Uhm - mormorai rigirandomi nel letto.
- Sei sveglio? - gli chiese Marlene rimanendo ferma accanto alla porta. Non era da lei essere cosi timida e per questo accesi la luce e mi soffermai a guardarla.
- Si - le dissi poi - cosa c’è? Un  brutto sogno? -
- No - rispose lei.
- Paura del temporale? - le chiesi allora.
- No - rispose di nuovo lei.
- Hai sentito qualche rumore strano? - domandai allora.
- No - scosse la testa a destra e sinistra.
Diavolo, non aveva avuto un incubo, non aveva paura del temporale, non aveva sentito nessun rumore strano. Cosa diavolo ci faceva, allora, alle due di notte nella mia stanza con l’aria di una che deve dirti qualcosa di importantissimo e non riesce a farlo.
- Qualcuno che hai conosciuto su di un sito di poesie ti sta inviando poesie d’amore e fiori? - le chiesi allora continuando a guardarla.
- Non siamo ad Hatsune-jima*, cugino! - rispose Marlene cogliendo la citazione di Robert.
- E allora cosa c’è? - le chiesi infine.
- Nulla! - sussurrò abbassando leggermente lo sguardo - E’ solo che ho voglia di dormire con te, ma non ho nessun motivo! 
- E quando mai ne hai avuto bisogno! - sorrisi allora spostandomi di lato nel letto per farle spazio - Vieni! -
E senza ulteriori indugi Marlene si precipitò nel letto infilandosi sotto le lenzuola.
- Buonanotte cugino - sorrise dandomi poi un leggero bacio sulle labbra.
- Buonanotte - sorrisi anche io rimettendosi sotto le lenzuola. Altra notte insonne, mi dissi poi, girandomi dall’altro lato.
Nessun problema a dormire insieme a Marlene, se solo non avesse avuto quella sua abitudine di sferrare calci durante il sonno...

Note:
* -  la citazione è relativa all’anime “Da Capo” 
(cfr. Da Capo, prima stagione episodio 9)

Per leggere la storia nel suo layout originale clicca qui.


© 2013 suinogiallo

sabato 17 agosto 2013

Fallout 3 - Postman - Capitolo 1


Fallout 3 - Postman

cap 1 - C’è posta per te
by: suinogiallo

Well, they say that you can never, never go back home
And if you're bound to wander, you're bound to be alone,

You say I've got no right, to feel what I feel
When I look into your eyes
But that I dream of you most every night
Comes as no surprise

Well, I've been out on this road, on my own
Far and wide, do I roam
But something in your eyes tells me
I'm almost home
(Jono Manson - Almost Home - soundtrack of The Postman)


- Sceriffo! - la voce di Joel, una delle guardie al cancello d'ingresso di Megaton riecheggiò all'improvviso - Sceriffo Simms, corra! -
- Cosa diavolo c'è Joel! - urlò a sua volta lo sceriffo Lucas Simms correndo con il fucile in mano verso il cancello pronto a dar battaglia.
- Se si tratta di nuovo di un falso allarme giuro che ti prendo a calci nel culo da qui fino a Rivet City! - urlò poi raggiungendo il cancello trafelato.
- Sceriffo - lo guardò il ragazzotto con l'aria di uno che si stava pentendo di essersi messo a strillare come un'oca impaurita - c'è un tizio di fuori! -
- Se non è alto due metri e mezzo ed è verde prepara il tuo culo! - lo guardò trucemente lo sceriffo passandosi una manica dello spolverino sulla fronte per detergersi dal sudore.
- No sceriffo - mormorò sempre più convinto che aveva commesso un terribile errore a mettersi a strillare in quel modo - non è verde ed è alto quanto lei! -
- Joel! - sibilò Simms - Chi diavolo c'è fuori dal cancello? -
- Dice di essere un postino e di avere una lettera per il vagabondo del vault 101! - disse tutto di un fiato aspettandosi di ricevere immediatamente dopo aver terminato la frase un calcio di quelli che non ti fanno sedere per mesi.
- Un cosa? - disse invece lo sceriffo.
- Un postino! - ripeté.