giovedì 30 gennaio 2014

Top o Nerae - Gunbuster

Alla fine degli anni '80 la Gainax, neonata casa produttrice di animazione nipponica iniziò a lavorare ad una serie di OAV che dovevano avere come tema la lotta per la salvezza del genere umano messa in forse dal tentativo di invasione ad opera di alieni mostruosi.
I punti saldi di questa serie erano ben chiari sin dall'inizio. la storia doveva essere epica, le battaglie sarebbero state condotte da giganteschi robot e da immense astronavi, e, sarebbero avvenute nello spazio profondo.
Ma, poi, a causa di avvicendamenti alla stesura della sceneggiatura ciò che venne fuori fu un guazzabuglio di stili e di idee diverse, ed apparentemente discordanti. Tant'è, che alla fine giunsero ben tre diverse sceneggiature con alcuni punti in comune vari punti in disaccordo tra di loro firmate da Toshio Okada,che aveva avuto l'idea di base, Hiroyuki Yamaga, che aveva deciso di farne un'anime pieno di ragazzine complessate e dalle tette ballonzolanti e Hideaki Anno che preferì una storia più cupa claustrofobica non tralasciando, ovviamente, anche la tematica a lui tanto cara del rapporto genitori/figli (cfr. Neon Genesis Evangelion).
A questo punto le scelte erano due, o si lasciava perdere il progetto o si cercava di mettere insieme tutte queste cose evedere cosa ne usciva fuori.

mercoledì 15 gennaio 2014

Fushigi no Umi no Nadia - Il mistero della pietra azzurra

Devo ammetterlo, avrò visto questo anime una mezza dozzina di volte (forse anche di più) ed ogni volta mi viene da chiedere se non sarebbe il caso di metterlo tra gli anime da dimenticare.
Ed ogni volta mi rispondo che Fushigi no Umi no Nadia (da noi, Il mistero della pietra azzurra) è invece uno di quegli anime da tenere sempre in considerazione e da rivedere ogni qualvolta se ne ha l'occasione.
E questo non tanto per il chara di Yoshiyuki Sadamoto (Gunbuster, le ali di Honneamise, Neon Genesis Evangelion) o per la presenza di Hideaki Anno (Gunbuster, Neon Genesis Evangelion) o per la linearità della storia (che presenta alcuni buchi talmente grossi da farci passare dentro con tutta comodità il Nautilus).
Il motivo per cui Fushigi no Umi no Nadia mi piace sono i personaggi, sia quelli principali che i secondari, il loro modo di rapportarsi tra di loro e i loro cambiamenti nel corso della storia.
E poi c'è il trio Drombo... ehm, no, non proprio loro, ma un trio di cattivi (che poi tanto cattivi non sono) decisamente ispirato a loro. Gli manca solo il porcello che si arrampica sulla palma.

martedì 14 gennaio 2014

Marlene Shorts - il filo rosso del destino

- Ma non sei gelosa? Di Robert intendo -
Lamia (nota 1) glielo domandò così, sorridendo.
- Se dovessi essere gelosa di lui penso si romperebbe quell'alchimia che esiste tra di noi - le rispose Marlene senza scomporsi più di tanto.
- Però sai che lui è stato il primo e unico uomo che io abbia mai morso - continuò Lamia ricordando quello che avvenne a Salem la notte in cui si aiutarono a vicenda a scappare dai vampiri ribelli.
- So questo, so che ha avuto svariate storie con svariate ragazze - le disse Marlene - so che per un paio d'anni è stato fidanzato con una mia amica, Francoises,  e altro ancora! -
- Sono molto protettiva e anche un po' possessiva nei suoi confronti, questo lo ammetto - sorrise poi - ma non sono gelosa. In fondo, poi, anche io ho avuto un paio di storie con due ragazze e, comunque, non è che stiamo insieme o ci siamo dichiarati a vicenda! -
- A giudicare da quello che mi scrivi non si direbbe - fu la volta di Lamia di sorridere.
Lei è Marlene si conoscevano da anni ma si erano viste di persona solo due volte, quando si erano conosciute, quindici anni prima, e in quel momento. Per il resto la loro amicizia era stata prevalentemente epistolare, con lettere e mail, e telefonica.
D'altronde Lamia era l'unica superstite di un villaggio di vampiri e viveva in un luogo segreto gestito dalla Pattuglia e non poteva di certo andarsene in giro come una persona qualsiasi. Se non altro perché la luce del sole sarebbe stata letale e quindi i suoi spostamenti erano molto limitati.
- Quando mi racconti di cosa fai con Robert mi viene da pensare solo una cosa, che tu e lui siete una coppia, marito e moglie. Vivete insieme, dormite spesso insieme, avete ogni cosa in comune, di tanto in tanto vi coccolate anche - continuò Lamia - ed è per questo che non riesco a capire come fai a non provare gelosia quando Robert... beh, capisci cosa voglio dire! -
- Io l'ho visto una sola volta ed ho sentito la sua voce per telefono tre, forse quattro volte in tutto - aggiunse poi - eppure, quando mi racconti dell'ultima sua avventura non riesco a non essere un po' gelosa. E non riesco a credere che tu, invece, che ne sei davvero innamorata e che lo puoi avere accanto a te ogni volta che vuoi non provi nulla! -
- Sai, è come se in fondo sapessi che il legame che esiste tra me e Robert sia qualcosa che vada oltre qualsiasi altra cosa - cercò di spiegarle - un po' come quella leggenda giapponese del filo rosso del destino (nota 2) che tiene unite due persone che sono destinate a stare insieme e che è impossibile da spezzare o da tagliare -
- Io so che Robert è la persona unita a me da questo filo rosso, e credo lo sappia anche lui - le disse poi facendo dei cerchi con l'indice per terra mentre parlava -  ed anche per questo alla fine, qualunque cosa accada, qualunque persona ci ritroviamo accanto, alla fine torniamo sempre insieme -
- E non hai paura che questo, improvvisamente, possa non accadere più? - le chiese Lamia -
- Sia che ne abbia, sia che non ne abbia - mormorò continuando sempre a disegnare cerchi per terra - non cambierebbe molto - poi, sorridendo - ed è per questo che preferisco non averne e credere che ci sia davvero un filo rosso che ci unisce per la vita -
Forse fu solo suggestione o forse il fatto che Lamia fosse un essere soprannaturale gli permetteva di vedere cose che gli altri esseri umani non potevano, ma ad un tratto le parve davvero di vedere un sottile filo rosso che partendo dal mignolo sinistro di Marlene si allontanava ed usciva dalla stanza.
Forse fu solo suggestione, ma diavolo, se c'era un posto dove quel filo rosso poteva terminare, beh, quello poteva essere solo il mignolo sinistro di Robert...


Note:
1 - vedi la storia Lamia(http://padreguinnessvoice.blogspot.it/2009/10/arrivai-salem-1-che-il-sole-era-da-poco.html)
2 - la leggenda in realtà è cinese ma risulta molto diffusa in Giappone (cfr wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/Il_filo_rosso_del_destino). 


Per visualizzare questa storia nel suo layout originale (in pdf) clicca qui

© 2014 suinogiallo

lunedì 13 gennaio 2014

Urusei Yatsura - Lamù la ragazza dello spazio

Sarà un'amore strano questo qua
Che brucia cuori dentro qua e la
Tu mi guardi solamente
E la fiamma è accesa già

E la fiamma si accese veramente in quei lontani giorni quando, per la prima volta vidi Lamù sullo schermo del mio televisore. La puntata era "I paraorecchi magici" e, quando mi sintonizzai sul canale era quasi giunta alla fine e, sinceramente non ci capii quasi nulla. Ma, la fiamma ormai era accesa e da allora non si è mai più spenta.
Uruseiyatsura, i casinisti del pianeta Uru, da noi Lamù la ragazza dello spazio.
In questo modo, nel lontano 2002, presentavo la versione finale del Lum Data Disk. Un sito web che voleva essere una raccolta magna di tutte le informazioni esistenti su Lamù, un anime trasmesso in Giappone tra il 1981 e il 1986 ed a noi (solo su reti private locali e privo di censura) dal 1983 con diverse programmazioni, al 2006 quando vennero pubblicati in DVD i rimanenti episodi della serie.
Purtroppo, per svariati motivi, l'idea rimase solo un abbozzo e di tutto il materiale che all'epoca volevo inserire solo una minima parte, poi, realmente arrivò online.
Questa recensione vuole essere, da una parte, un tributo ad un anime che sinceramente adoro e che occupa un posto davvero molto importante nel mio cuore, e da una parte un omaggio a quel sito che non vide mai la luce nella sua interezza.
L'ho realizzata riciclando e adattando ciò che avevo scritto all'epoca (rimescola ed agita - non si butta nulla ragazzi -) e, ve lo devo dire, rileggendomi devo proprio dire, accidenti se ero ispirato!

domenica 12 gennaio 2014

Marlene Shorts - suinogiallo

- E questi cosa sono? - le chiese Luna trattenendo le risate indicando dei cosi  vagamente sferici e colorati che infestavano la stanza di Marlene stando vicino ai vari orsacchiotti di peluche che negli anni si erano accumulati per via dell'abitudine di Robert di utilizzarli come supporti per i regali che di tanto in tanto le faceva.
- Sono dei Dango - le rispose Marlene appoggiandosi su tre di quei cosi impilati uno sopra l'altro. Luna non poté, a quel punto, non notare che quello centrale, di color giallo, aveva un aspetto diverso dagli altri.
Era vagamente sferico ed aveva un paio di occhietti, come gli altri, ed era colorato, ma aveva le orecchie e un naso che sembrava quello di un maiale.
- So cosa sono i Dango - le disse poi Luna - ma non capisco perché nella tua stanza ci sono una ventina di questi cosi! - poi le indicò quello di color giallo e dall'aspetto suino - Ed ancor meno capisco cosa sia questo... coso! Un maiale? -
- Si! - sorrise Marlene dando un piccolo buffetto al coso giallo.
- Un maiale! - mormorò basita Luna - Giallo! E dei Dango? - poi si avvicinò all'amica mettendole una mano sulla fronte per sentire se aveva la febbre - Avrei potuto capire se si fosse trattato di tuo cugino! -
- Robert sarebbe capace di riempirsi la stanza di peluche di questo genere - trattenne uno sghignazzo - ma non pensavo che a te piacessero questo genere di cose! -
- A dir la verità si tratta di regali di Robert - ammise poi Marlene sorridendo - tranne questo - indicò il maiale giallo - questo l'ho comprato io! -
Luna rimase in silenzio per qualche secondo guardando la sua amica che, quasi trasognata, sorrideva guardando quel coso strano giallo a forma di maiale.
- Secondo me non stai bene - le disse ridendo - ma guardati, stai guardando questo maiale come se fosse il peluche più bello che tu abbia mai avuto! - poi, sempre ridendo - Quando, invece, è il coso più brutto che io abbia mai visto dentro la tua stanza! Persino i Dango sono più carini, anche quel pesce arcobaleno che ti ha regalato l'anno scorso riesce ad essere più carino di questo... coso! - si soffermò un'attimo a pensare e poi - Se lo avesse scelto tuo cugino potrei anche capirlo, ma da te una cosa del genere non riesco proprio a capirlo! -
- Si chiama suinogiallo - le disse Marlene sorridendo - e l'ho trovato tutto solo ed abbandonato su di uno scaffale del negozio di peluche dove andiamo io e Robert di tanto in tanto e non me la sono sentita di lasciarlo li! -
Marlene ancora non lo sapeva ma aveva appena gettato le basi per il nome d'arte che il cugino avrebbe scelto per pubblicare le sue storie...


Per visualizzare questa storia nel suo layout originale (in pdf) clicca qui

© 2014 suinogiallo